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Verso una Rappresentanza dei Dipendenti Azionisti nel CDA di TIM
Verso una Rappresentanza dei Dipendenti Azionisti nel CDA di TIM


13-02-2025  | Invia Invia mail ad un amico Stampa Stampa

Comunicato ASATI

Cari Soci e piccoli azionisti,

da oltre 15 anni ASATI si impegna affinché i dipendenti azionisti possano avere un loro rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di TIM. Tuttavia, nonostante il susseguirsi di diversi Amministratori Delegati, questo obiettivo non è ancora stato raggiunto.

Oggi, però, si apre un nuovo scenario: è in fase avanzata alla Camera dei Deputati una proposta di legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese, in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione. Questa normativa rappresenta un passo importante nella direzione che ASATI ha sempre sostenuto e potrebbe finalmente consentire ai dipendenti azionisti di ottenere una rappresentanza all'interno del CDA di TIM.

In allegato troverete alcuni articoli di stampa relativi all’iter legislativo in corso. Ci auguriamo che questa legge venga promulgata entro il 2025, segnando un importante traguardo per tutti noi.
Continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi.

Un cordiale saluto,
Franco Lombardi
Presidente ASATI




Articoli tratti dal Corriere della Sera del 12 Febbraio 2025


Meloni, l’abbraccio con la Cisl e l’attacco a Landini: c’è chi sta con una parte politica
Da Sbarra promuove la legge sulla partecipazione dei lavoratori
Enrico Marro per il Corriere della Sera

ROMA Grande sintonia tra la premier, Giorgia Meloni, e la Cisl di Luigi Sbarra. Nel nome della legge sulla partecipazione, in dirittura d’arrivo alla Camera, e contro la Cgil di Maurizio Landini, portatrice di un modello sindacale conflittuale e di una posizione pregiudizialmente ostile al governo, secondo gli stessi Meloni e Sbarra.
L’abbraccio tra governo e Cisl ha preso forma ieri mattina nell’Assemblea nazionale dei quadri e delegati della Cisl, convocata da Sbarra per celebrare il principale successo dei suoi quattro anni alla guida del sindacato di matrice cattolica, ovvero l’approvazione imminente alla Camera (ma il sì è scontato anche al Senato) della legge di iniziativa popolare sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese, in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, che la Cisl ha portato in Parlamento dopo aver raccolto quasi 400 mila firme.

Un successo costruito con tenacia da Sbarra, grazie anche alla convinta adesione di Meloni che ieri è intervenuta all’Assemblea per riaffermare, tra gli applausi dei cislini, l’impegno ad approvare la legge («Si tratterebbe di una conquista storica») e ringraziare Sbarra per essere stato sempre un «interlocutore senza pregiudizi, cui interessa il bene dei lavoratori e non quello di una parte politica». Chiaro il riferimento a Landini, mai citato direttamente, ma molte volte evocato da Meloni e poi da Sbarra. La premier ha parlato di chi, «anche nel sindacato, ancora si ostina a sostenere una tossica visione conflittuale dei rapporti tra impresa e lavoro».

E il leader della Cisl ha replicato all’ostilità della Cgil alla legge sulla partecipazione accusando il sindacato della sinistra di tradire il suo fondatore, Giuseppe Di Vittorio, «che nell’assemblea costituente si batté per la partecipazione». Ma evidentemente, ha continuato Sbarra, la Cgil ha deciso di essere «contro a prescindere». Sulla vicenda della partecipazione, ha detto il segretario della Cisl, «i nodi sono venuti al pettine» contrapponendo «due concezioni di sindacato: da una parte quella paralizzata da un antagonismo incendiario, dall’altra quella pragmatica che promuove il dialogo per stare nelle decisioni».

Sbarra conclude così il suo mandato lasciando in eredità a Daniela Fumarola, già scelta dallo stesso Sbarra come segretaria aggiunta e che oggi verrà eletta segretaria generale della Cisl, un successo inseguito da sempre, ma anche una unità sindacale andata in frantumi, con tutto quel che ne consegue. Non a caso, l’altro grande obiettivo della Cisl e di Sbarra, un nuovo Patto sociale nel segno della concertazione tra governo, imprese e sindacati, non è stato centrato in questi quattro anni e appare anzi più lontano che mai. E non solo per i pessimi rapporti con la Cgil e, in parte, con la Uil, ma anche per le frizioni con la Confindustria che, ultimamente, sono aumentate proprio a causa della legge sulla partecipazione, guardata con forte preoccupazione se non ostilità da buona parte delle imprese.

Toccherà ora a Fumarola raccogliere questa eredità. La nuova segretaria della Cisl, nata a Taranto 58 anni fa, potrà contare sul sostegno unanime del suo sindacato, che proprio sotto la sua responsabilità di segretaria organizzativa (fin dal 2020) ha visto un costante aumento degli iscritti (4.163.327 quelli dichiarati). Sbarra andrà invece a dirigere una nuova fondazione intitolata a Franco Marini (ex segretario della Cisl e poi presidente del Senato), magari in attesa di una candidatura politica.

Come potranno essere coinvolti i dipendenti nelle imprese?

Il testo vicino al sì alla Camera
Enrico Marro per il Corriere della Sera

1 Cosa dice la Costituzione sulla partecipazione?

Secondo l’articolo 46: «Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende». Ma una legge non è mai stata approvata.

2 Perché ora si è vicini all’approvazione?

Il sindacato Cisl ha portato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare con quasi 400 mila firme. Il testo è diventato l’articolato base di una legge, approvato in Commissione alla Camera e ora all’esame dell’Aula in prima lettura. Maggioranza e governo sostengono il provvedimento.

3 Che cosa prevede il testo?

Prevede la possibilità (la legge non contempla alcun obbligo) di quattro tipi di partecipazione. 1) Gestionale, nei consigli di sorveglianza se il modello d’impresa è duale; nei consigli di amministrazione, se il modello è tradizionale. 2) Economica, cioè la partecipazione dei lavoratori ai risultati dell’impresa, anche attraverso l’azionariato. 3) Organizzativa, con il coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni dell’impresa. 4) Consultiva (pareri e proposte).

4 Come si realizzano queste forme di partecipazione?

Con modifiche degli statuti che le imprese possono adottare qualora siano disciplinate dai contratti di lavoro.

5 Sono previsti incentivi?

Sì. Per il 2025 una tassazione agevolata del 5% fino a 5 mila euro lordi sugli utili distribuiti (una quota non inferiore al 10%). Inoltre, in caso di attribuzione di azioni al posto dei premi di risultato, sui dividendi, e sempre per il 2025, c’è l’esenzione dalle imposte sul 50% dei dividendi stessi fino a un massimo di 1.500 euro. In tutto, sono stanziati 71 milioni di euro.

6 Quali sono le posizioni in campo?

Il testo uscito dalla Commissione ha subito molti emendamenti di governo e maggioranza. Su pressione della Confindustria sono stati soppressi numerosi articoli della proposta Cisl (erano 22, sono 15) per lasciare l’ultima parola alle imprese. Il governo ha inoltre tolto l’obbligo di rappresentanti dei lavoratori nelle partecipate temendo di ostacolare le privatizzazioni (per esempio delle Poste). La Cisl, pur riconoscendo che il testo attuale è di compromesso, auspica l’approvazione della legge. Il Pd, invece, accusa governo e maggioranza di aver svuotato il testo. E la Cgil lo considera pericoloso perché indebolirebbe la contrattazione e la rappresentanza.
   
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